Il Grande Fratello: la massima aspirazione delle generazioni odierne.

La generazione odierna è stata soprannominata” LA GENERAZIONE dei REALITY SHOW”. Sono circa 10 anni che i REALITY spopolano nelle case degli italiani e nel resto del mondo. Del genere, il programma più seguito è il Grande fratello, detto anche Big Brother; questo si ispira in qualche modo all’opera di George Orwell ‘’1984’’,o ancora di più a ” Fahrenheit 451”,l’opera di Ray Bradbury, che narra di una società culturalmente e politicamente controllata dall’occhio vigile dello stato che tramite il tubo catodico cloroformizza le menti assicurandosi continuità di potere.
Lo stesso si potrebbe accostare ad un’idea di show rappresentante, in parte,la ‘’Società marxista’ ’nella quale la privacy viene integralmente annullata rendendo COMUNE la vita delle persone che vivono e abitano la casa.
Il gioco del G. F. consiste nel far convivere i partecipanti 24 ore su 24 chiusi in una casa, spiati da telecamere che possono riprendere in qualsiasi zona della stessa, in qualsiasi atteggiamento e soprattutto in qualsiasi occasione. Gli ospiti non possono avere alcun contatto con l’esterno, sono banditi telefoni cellulari e orologi e la vittoria si ottiene eliminando gli altri concorrenti.
Il sociologo E. Goffman ha studiato negli anni ‘50 le caratteristiche di un’istituzione da lui chiamata “totale”, nella quale le persone convivono in un contesto limitato territorialmente e socialmente. Le istituzioni totali alle quali si riferisce Goffman sono costituite da strutture tradizionali quali le prigioni, gli ospedali psichiatrici, i campi militari. Appare evidente che anche la casa del grande fratello potrebbe essere considerata una istituzione” totale’’. A mio avviso il primo messaggio del Grande Fratello è il benessere diffuso rappresentato dalla bella e ultratecnologica casa dove si svolge questo reality. Nella casa, infatti, si può trovare ogni tipo d’accessorio nonché piscina, sauna ultramoderna, terrazzo , giardino, frigorifero a due scompartimenti, televisore al plasma. Il messaggio che viene immediatamente recepito è che in Italia, come nel resto del mondo occidentale, tutto và bene e tutto è possibile essendo semplicemente belli e fotogenici, e avendo qualche buona amicizia per raggiungere qualsiasi obbiettivo. La realtà purtroppo è molto diversa, la crisi economica e la situazione di disagio e povertà di tante famiglie si fonde con la cronica crisi di valori che sta oramai affossando la millenaria civiltà dell’occidente.
E’ bene concentrarsi anche sull’effetto mediatico provocato da quest’aberrante reality che è riuscito diabolicamente a rivoluzionare il rapporto televisione-telespettatore: infatti, questi ultimi sono portati a credere che i personaggi siano reali e che tali siano le relazioni all’interno della Casa. In special modo i più giovani tendono ad assomigliare ai concorrenti cercando di scimmiottare il loro “deviante” stile di vita sperando di ritagliarsi un posto nella società dando il via così a una vera e propria massificazione a livello nazionale,anzi mondiale. Tantissime bambole tutte uguali.
Un esempio eclatante di influenza dei mass media sulle persone è rappresentato da un famosissimo scherzo di Orson Welles. Il 1 aprile 1938 il celebre regista americano progettò uno speciale programma radiofonico. A causa di problemi tecnici, però, non fu possibile mandarlo in onda. Ma Welles non si arrese e qualche mese più tardi, precisamente il 30 ottobre, finalmente la radio trasmise “La Guerra dei Mondi”: radiocronaca dello sbarco dei marziani. Tra la popolazione fu subito il panico generale. I centralini radiofonici delle stazioni di polizia e dei giornali furono invasi da centinaia di telefonate: gli americani vollero capire cosa stava accadendo. Qualcuno tirò fuori la maschera antigas della prima guerra mondiale, tutti si riversarono terrorizzati nelle strade, prendendo d’assalto autobus e treni. Ci fu persino chi affermò di averli visti. La cronaca della radio, che già all’epoca era considerata, soprattutto tra le masse, un medium di massima fiducia, in seguito si trasformò in un incubo. All’indomani tornò finalmente la calma, ma si contarono danni per milioni di dollari. Il giorno prima non era stato il 1 aprile, ma ugualmente il programma di Orson Welles fu una grande beffa per gli americani.
Questi episodi evidenziano l’importanza dei mass media che, ormai, decidono cosa farci o non farci vedere, a cosa dobbiamo credere e a cosa no, cosa comprare e cosa non comprare, quale taglio di capelli fare e quale no ,azzerando la personalità del singolo individuo che, come l avrebbe definito Cartesio,è invece pensante e quindi esistente ( cogito ergo sum). E’ possibile che l’essere umano debba essere guidato tramite una scatola di plastica e un catadiottro? E’ possibile che, percorrendo la strada del tempo, abbiamo ormai smarrito gli ideali e i valori immortali che hanno reso immensa la nostra storia e le nostre culture ? E’ giusto che i potenti proprietari di reti televisive, radiofoniche e di testate giornalistiche possano avere il dominio assoluto sulle nostre menti? Lascio a voi lettori il compito di rispondere,ricordandovi però che ciò che conta realmente non è l’apparire ma l’essere.

A cura della Redazione del Blocco Studentesco Napoli

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2 risposte a "Il Grande Fratello: la massima aspirazione delle generazioni odierne."

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