Napoli: CasaPound Italia, a un anno dal tentato omicidio nei confronti di un nostro militante nulla è cambiato

Napoli: CasaPound Italia, a un anno dal tentato omicidio nei confronti di un nostro militante nulla è cambiato

Napoli, 1 maggio – ”A un anno dalla vile aggressione del primo maggio 2010 ai danni di un nostro militante, riconosciuto e aggredito senza alcun motivo e quasi ucciso solo perchè appartenente a CasaPound, nulla è cambiato. Siamo ancora costretti a subire i violenti metodi stalinisti dei pacifinti dei centri sociali e dei collettivi universitari”. Lo afferma Emanuela Florino coordinatrice regionale di Cpi in Campania, ricordando l’aggressione avvenuta giusto un anno fa, il primo maggio del 2010, quando, nei pressi di via Nolana a Napoli, durante il corteo dei centri sociali, un militante di CasaPound Napoli, riconosciuto mentre camminava compagnia di un amico, venne aggredito selvaggiamente e accoltellto al torace e alla schiena. Il giovane militante riuscì a salvarsi grazie al celere intervento dei sanitari. Gli autori del vile atto, arrestati e condannati per tentato omicidio, oggi sono agli arresti domiciliari.

”La mattina del 29 aprile, due giorni fa, il responsabile di CasaPound Napoli, Enrico Tarantino, è stato barbaramente aggredito mentre si recava in soccorso ad un secondo militante a sua volta picchiato dai democratici bastoni dei militanti di sinistra – aggiunge Florino – Ad oggi, coperti da una impunità ormai cavalcante, i finti rivoluzionari si nutrono di ‘antifascismo’ continuando senza tregua questa deplorevole caccia al fascista: la sterile guerra tra opposti estremismi è l’unica ormai fonte di vita di movimenti, sterili nelle idee e fautori di una politica basata solo sull’utilizzo estremo della violenza, morti nell’animo e nello spirito e gelosi del nostro nuovo modo di far politica”.

”L’aggressione del primo maggio – sottolinea la responsabile di Cpi Campania – fu un vile attacco che mise a repentaglio la vita di un ragazzo appena diciannovenne, mentre i pennivendoli di tutti i quotidiani descrissero l’accaduto come uno scontro tra i due gruppi. Ancora oggi, dopo l’orrenda aggressione perpetrata ai danni di Tarantino, i giornali si operano nell’infangare il nostro militante inventando storida fumetti western. CasaPound Italia opera per costruire e non ha bisogno di ricorrere alla violenza per trasformare le sue idee in azione. Noi operiamo a volto scoperto e alla luce del sole e non ci fermeremo certo dinanzi a chi attacca, accoltella, spranga, dicendo di professare idee di pace, solidarietà e democrazia. Sono ormai alla fine della loro fallimentare esperienza politica, sono il segno di un sistema che muore, sono il simbolo di un vecchiume che arretra, sono l’antipolitica. Sono il buio’

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