L’importanza del candore del tuo cuore.

Non importa quale sia il percorso personale che tu, lettore di questo scritto, abbia seguito fino a questo momento. Ognuno di noi nella propria vita deve passare per una serie di vicende che metteranno alla prova l’innocenza. Spesso, molto spesso, capita di vedere cose che ci addolorano e/o indignano a tal punto che subentra in noi il più comodo anestetico del dolore: la rabbia.
E’ in questa situazione critica che comincia la battaglia con il primo dei nostri nemici, cioè noi stessi.
O Sensei Morihei Ueshiba, artista marziale e fondatore dell’Aikido, in quella che forse sarebbe diventata la sua frase più famosa, asserì “Se il cuore è aperto e puro non c’è spazio per il danno, e al livello più profondo amore e volontà sono una cosa sola”. In questa affermazione sono nascosti dei significati importantissimi per chiunque intenda vivere la propria vita in maniera consapevole, ed è bene scoprirli.
Dando per scontata la seconda parte dell’affermazione come conseguenza della prima, bisogna spiegare cosa significhi il fatto che essendo aperti e puri “non vi è spazio per il danno”. Nella società contemporanea, antivitale e passiva, ha fatto breccia l’idea che qualunque cosa implichi la forza sia un male, e che sia espressione di qualcosa di involuto e primitivo. In una situazione del genere non può che esservi un rifiuto della marzialità e l’idea che non ci sia spazio per il danno è sicuramente orientata all’immagine dell’altro da sé, al quale porgere l’altra guancia indipendentemente da ciò che (ci) sta facendo.
E’ importante che tu sappia che non è affatto così che funziona.
Innanzi tutto un cuore aperto implica che qualunque sia l’evento che sta accadendo noi siamo pronti a viverlo. Chiudersi è il comportamento delle persone che subiscono la paura senza saperla superare, essa ci fa comportare da stupidi facendoci commettere degli errori e ci fa vivere appesantendo spiritualmente la nostra esistenza. Vivere avendo timore è come vivere a metà, anzi pure peggio. Bisogna ricordare sempre che vivere 30 anni senza paura ha è come viverne 90 temendo ciò che ci circonda. Cosa importa quando arriverà il termine di questa esistenza, se questa rischia di perdere anche solo un po’ della sua bellezza venendo coperta da una patina di ansia? Questo è l’orientamento degno di un guerriero, chi la pensa diversamente è fatto per i salotti, destinato ad ingrassare ed annoiarsi non essendo mai in tensione verso l’alto.
Un cuore puro sta a significare che, per quanto forte sia la nostra esigenza marziale, non siamo noi a designare gli altri come nostri nemici; noi non abbiamo avversari, perché chi ha un cuore puro già basta a se stesso: quando il tuo cuore è pulito sei in armonia e non hai bisogno di spaccare il cranio a qualcun altro. Semmai, per le idee di cui sei voce, sono gli altri a designarti come loro nemico. In quest’ottica un’altra citazione di un grande uomo, cioè “Molti nemici molto onore”, assume tutto un altro significato rispetto a quello che solitamente gli si è voluto dare: avere molti nemici non sta a significare che sei un malato di mente che vuole ammazzare tutti, bensì che in tanti hanno deciso che la tua Idea è dannosa per i loro interessi e che devi essere eliminato. Queste persone sono terrorizzate dalla tua stessa esistenza perché potresti sconvolgere i loro piani, sono anti-te e cercheranno di distruggerti. E’ il destino del vero rivoluzionario, rallegratene.
Il fatto che non ci sia spazio per il danno non vale solo per chi ti ha designato come suo nemico, ma innanzi tutto per te stesso: se il tuo cuore sarà aperto a tutto ciò che capiterà, se sarà puro e non ti attaccherai alle cose ponendole come condizioni del tuo equilibrio temendo di perderle, bensì accettando il fatto che tu possa doverne fare a meno, nulla sarà in grado di spezzarti il cuore in maniera irreversibile. Vale per il lutto che hai subito, come per il tuo partner che può aver deciso di seguire un percorso diverso dal tuo, come per l’infamia dei tuoi avversari in grado di “scandalizzare” ed atterrire: essere candidi non vuol dire essere fragili, ma accettare le inadeguatezze di chi non ha raggiunto la tua stessa tranquillità ed andare avanti per la propria strada.
Ecco che siamo arrivati alla componente attiva del tuo comportamento di guerriero puro: quando qualcuno ha intenzione di danneggiarti non hai da porgere l’altra guancia ma da comportarti di conseguenza; non essere la persona che aggredisce qualcuno non significa che non esista la “forza”, anzi, essa va tuttavia distinta dalla “violenza”. Quando una persona ti attacca, secondo l’aikido circolare di O Sensei, tanto maggiore è la sua violenza tanto maggiore sarà la forza che egli stesso si ritroverà a subire, avendola mobilitata, e più volte ti aggredirà e si ritroverà a terra, più si avvicinerà al momento in cui capirà la verità.
La verità è che l’unico danno in tutto questo processo sarà quello che il tuo aggressore si sarà provocato da solo con il suo stesso odio e che la tua è una giusta vittoria, non potrai mai essere sconfitto perché tu hai già sconfitto il nemico che è dentro di te.
Non serve odiare il tuo nemico, piuttosto sii pronto alla sua violenza con la forza e la tranquillità del puro di cuore.

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