Mensur : Il culto della cicatrice

All’inizio del XX° secolo, i visitatori delle università tedesche e austriache, potevano raccontare di aver visto dei giovani universitari, facenti parte delle Korps (cosidetti circoli studenteschi), dal volto bendato o dal viso segnato da prominenti cicatrici, le cosiddette Schmiss. La Schmiss non è altro che il risultato derivato da una Mensur (misura), un duello rituale le cui origini risalgono al XVII° secolo, in cui non esistono vincitori o perdenti; più importante di una “vittoria” è la partecipazione diretta. L’idea è quella di mostrare il proprio coraggio non per infliggere una ferita, ma per essere ferito. E’ questa la cosa più strana, ma forse per questo più affascinante. Il vincitore era colui che terminava il duello con la ferita più bella, egli mostrava in quel modo di aver superato la prova. I visi di alcuni sembrano fossero passati attraverso un’elica. Non era molto bello esteticamente, ma loro ne traevano grande orgoglio. I due avversari si affrontano con la spada, rispettando una distanza fissa, misura o Mensur; l’arma, la spada da Mensur, una sciabola pesante, viene portata al di sopra della testa e puntata verso il volto dell’avversario. Lo scopo di questa disciplina non è dimostrare di essere il migliore con la spada, al contrario, mostrare che si è capaci, di saper sopportare il dolore, e di vedere arrivare il colpo con freddezza. I mensuren (i partecipanti alla mensur) si attaccano cinque volte ciascuno, nonostante vengano utilizzate delle protezioni che impediscono la possibilità di ferite mortali, lo scopo è comunque quello di essere feriti, lo scopo ultimo è la bramata Schmiss. Le parti del corpo minacciate, in particolare occhi, naso, orecchie, collo, insomma tutte le parti superiori del corpo sono protette da monocoli in ferro con un’appendice che protegge il naso, da gorgiere, bendaggi, corsetti, cinture di cuoio o di tela imbottita. I tagli derivati dal duello vanno suturati senza uso di anestetico, anche questo fa parte della Mensur. Oggi questa disciplina, potrebbe essere vista dai molti come una cosa stupida da fare, ma
per un giovane medico, avvocato o professore di quel periodo, le cicatrici da duello erano come un tatuaggio che testimoniava la loro appartenenza a un’élite sociale. Le cicatrici mostravano che il giovane aveva dato prova di sè, di onore ed era educato e che era quindi un buon partito da sposare. Le donne erano così attratte dal lato sinistro del viso, sul quale si accumulavano le Schmiss, tanto che alcuni studenti angosciati dal battersi in un duello, per procurarsi la cicatrice tanto amata dalle donne, si tagliavano con dei rasoi oppure contattavano dei medici per farsi infliggere una cicatrice. Una volta fatta, non smettevano di riaprirla, usando del sale, importante che queste ferite si vedessero per riempire la loro funzione di segno sociale. La pratica della Mensur fa storcere il naso a molti benpensanti, un po’ come la cinghiamattanza, ma ricordiamoci che occorrono punti di sutura per poter flirtare con le infermiere. W la cicatrice!

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