L’impresa di Fiume

Con il disfacimento dell’impero Austro-Ungarico alla fine della prima guerra mondiale, Trieste ritorna a far parte dell’ Regno d’Italia, così come stabilito 3 anni prima con il patto di Londra. Non accade lo stesso per Fiume e Dalmazia poiché, durante la conferenza di pace di Parigi svoltasi nel 1919, fu stabilito che, in base al principio della autodeterminazione dei popoli, (concepito dal presidente degli Stati Uniti d’America e della Società delle Nazioni, Woodrow Wilson), si dovessero creare stati etnicamente omogenei come la Cecoslovacchia e la Jugoslavia. Già nel 1918 però a Fiume fu costituito un Consiglio nazionale, di cui fu nominato presidente Antonio Grossich, che promulgava l’annessione all’Italia, mentre in Italia i reduci, con a capo il poeta soldato Gabriele D’annunzio, parlano di vittoria mutilata e coniano il motto «O Italia o morte». Passa quasi un anno e i Fiumani chiedono a gran voce l’annessione all’Italia, ma vengono lasciati soli dal Re. Cosi il 12 settembre 1919, 2.600 militari tra Arditi, Bersaglieri e Granatieri (che da quel momento verranno chiamati legionari) compiono una marcia di 70km partendo da Ronchi, al seguito di D’annunzio,ed entrano a Fiume acclamati dalla popolazione e senza il bisogno di sparare alcun colpo. Finalmente Fiume viene annessa all’Italia e, mentre D’annunzio costituisce un governo provvisorio con a capo Giovanni Giurati, il governo italiano, guidato da Francesco Saverio Nitti, disconosce l’azione intrapresa dai legionari e, intenzionato ad ottenere la resa e l’abbandono della città, nomina Commissario straordinario per la Venezia-Giulia Pietro Badoglio, imponendo la città sotto assedio. Saranno poi gli stessi assedianti ad abbandonare le armi ed entrare nelle file dei legionari. Nel 1920, in una situazione di incertezza sia per Italia che per il resto d’Europa, cade il governo Nitti e l’8 settembre dello stesso anno D’annunzio proclama la Reggenza del Carnaro. Molti patrioti, come ad esempio Gugliemo Marconi, giungeranno a Fiume per dimostrare la loro solidarietà ai legionari e il 20 novembre 1920 il governo italiano, prendendo accordi in segreto con quello croato, ordina a D’annunzio di sgomberare le isole occupate. A seguito del suo rifiuto, Fiume fu completamente circondata e il mattino della vigilia di Natale fu sferrato l’attacco che provocò una cinquantina di vittime e l’allontanamento dei legionari dalla città. 4 anni dopo il sogno dei fiumani si avvera con l’annessione all’Italia.

 

By Leucio

 

IL VIGILE

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