ATANATOI

Le bandiere Greche occupano gran parte della via. C’è un palazzo che si impone. Ci viene detto che quel palazzo di quattro piani era una vecchia sede del partito. Un bel palazzo veramente, con i balconcini fuori, le mattonelle esterne chiare. Alla nostra sinistra c’è una caffetteria, ma non bisogna andarci perché sono stati tra coloro che hanno spinto a non rinnovare l’affitto del palazzo al partito.

Sono quasi le cinque e noi siamo arrivati presto. Fa freddo, un freddo umido che ti entra nelle ossa. Si avvicinano dei camerati belli piazzati che si presentano. Fanno parte del servizio d’ordine di Alba Dorata.
La via non è ancora piena, ma c’è già tanta gente che non sembra affatto militante. Gente “normale”, si anche qualcuno un po’ pacchiano per carità, ma molto meno di quanto possa aspettarmi.

Non si trova un posto per bere il caffè. Cazzo. continua a fare freddo. Intanto arrivano dei pullman. Gente che viene da tuttta la Grecia, con tante bandiere nazionali. Il buio arriva, crea solennità. La via si riempe di gente; adesso si sta stretti.

Sotto al palazzo di prima c’è uno spiazzale. C’è un muricciolo piccolo. C’è una targa con una foto di due ragazzi. Sono Georgos e Manolis. A 24 e 20 anni sono stati uccisi da qualcuno che è rimasto sconosciuto, un qualcuno che doveva essere molto esperto nell’arte militare. Lo scorso anno avevo visto il video dell’assassinio. Mi colpì la freddezza con cui quell’uomo colpì.

Georgos e Manolis erano due ragazzi belli fichi, grossi e anche palestrati. Due del servizio d’ordine di Alba Dorata. Un servizio d’ordine massiccio, d’impatto, di quelli che non si fanno troppi problemi difendere la causa, insomma bello a vedersi. Georgos e Manolis erano più piccoli di tanti di noi e potevano essere chiunque altro del servizio d’ordine. Non sono stati scelti. Si sono trovati ad esercitare la loro funzione in un giorno in cui qualcuno doveva scatenare una mini-guerra civile in Grecia. O almeno questo è ciò che sembrerebbe.
Due omicidi per distruggere un progetto politico, per far partire la caccia all’uomo e l’inchiesta di associazione per banda armata e associazione a delinquere, arrestare tutti i parlamentari e provare a scioglierne il partito. Ah giusto, nonostante il sangue freddo del partito, tutto ciò è avvenuto lo stesso.

I tamburi cominciano a rimbombare scandendo in modo epico il rito di ricordo. Viene acceso un fuoco. Cominciano a parlare delle persone. Sono gli unici deputati non in galera, la figlia del segretario e il padre di Georgos. Non capisco un cazzo del greco, ma non è difficile intuire che stiano versando parole al veleno. Gli occhi delle persone intorno a noi sono molto concentrati e di certo significa che ciò che viene detto è condiviso e suscita più di qualcosa in cuor loro. Il primo deputato nella sua arringa di fuoco conclude urlando:

PARON!!

e tutta la via risponde con una sola voce:

PARON!!

Il grido che equivale al nostro Presente
Poi si ferma e grida ancora:

ATANATOI

e tutta la via risponde ancora.

ATANATOI

IMMORTALI. quella parola significa IMMORTALI.
Bellissimo.

Alla fine degli interventi c’è un applauso molto lungo e ripetuto per il padre di Georgos. Deve essere molto stimato. Deve essere uno molto coraggioso per aver scelto di onorare suo figlio continuando a lottare per la sua stessa causa.

Ora si va in corteo. Secondo me ci sono tre mila persone circa. Non sono tutti militanti. Ci sono tante persone che si sorpendono del fatto che siamo italiani; siamo “accettati” meglio del previsto. Siamo in mezzo al popolo. Gente come i nostri genitori, gente che si alza la mattina per andare a lavoro e che chiacchera del più e del meno al bar quando si beve il caffè. L a gente normale insomma o quella che noi a volte apostrofiamo così. Tante bandiere della Grecia. Un buon numero di bandiere del partito e qualche celticona che non manca mai. Si sale, si va verso il cimitero. C’è una salita abbastanza ripida. A un tratto tutti si fermano e sentiamo urlare:

ATANATOI

E tutti rispondono

ATANATOI

Adesso il grido viene ripetuto 3 volte dal gruppo che sta al cimitero, ma tante volte e in modo un po’ disordinato da tutti gli altri. Questo spontaneismo però non è fastidioso. Solca l’aria. Non può lasciare indifferenti.

Non capiamo bene cosa stia succedendo, vediamo le persone che ci precedevano nel corteo aprire a metà la marea che lo componeva.
All’interno a due a due scendono rapidamente i membri del servizio d’ordine formando una sorta di doppia fila indiana che non indugia ad avere il passo svelto. Non è una passerella. Gli occhi di alcuni sono duri. Gli occhi di altri sono vitrei. Forse qualcuno ha difficoltà a trattenere qualche lacrima. Tra di loro scendono anche delle ragazze. Non sono affatto poche, sono molto più di quanto mi aspettassi. Ci sono due ragazzi che portano una bandiera Greca su cui ci sono delle macchie di sangue. So già cos’è quella bandiera. So cosa rappresenta. è sacra.

Finisce questa doppia fila indiana e la gente comune si riversa dietro di loro. Un’avanguardia prima, il popolo poi. L’immagine è veramente bella.

Adesso il corteo è un po’ più sciolto rispetto a prima e i ragazzi del servizio d’ordine stanno ai lati. Tutti grossi, casco integrale al braccio e lo sguardo di chi è pronto al fight. Torniamo al luogo dell’omicidio. Alla loro ACCA LARENTIA. Un ultimo omaggio, un ultimo pensiero. Poi si va. Stupito di ciò che ho visto nel pomeriggio, incuriosito per aver intuito delle cose che non mi aspettavo e dandomi dello sciocco per essermi fatto dei pensieri in passato non corrispondenti alla realtà. Magari l’opinione pubblica ci influenza anche quando non vorremmo, anche perché noi stessi sappiamo quali sono gli strumenti che utilizza. Per loro continuano ad essere dei mostri, per me sono dei combattenti.

 

 

Nervo

 

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