Dmytro Yakovets: Il guerriero non è morto.

Ci sono giorni che, nel bene o nel male, segnano, restano impressi, cambiano. Magari irreversibilmente, indipendentemente dal tempo che passa. Innescano reazioni a catena il cui esito, il più delle volte, è incontrollabile. Oggi è uno di quei giorni che, per quanto tempo possa passare, lascia il segno … Ed il Blocco Studentesco Napoli vuole ricordarlo così, con un articolo un po’ diverso dal solito, e come sempre, con le azioni. È doveroso un tributo per far sì che in questo giorno, con un nostro saluto, riviva , anche per pochi minuti, una persona che ormai ci ha lasciati. Un saluto che lascia sempre un po’ di amaro e di dolore.
Due anni son passati da quel 24 gennaio che profondamente ha segnato la comunità di CasaPound Napoli. Per settimane, forse mesi, si è parlato in ogni dove di arresti ad orologeria: uffici postali, piazze cittadine, testate giornalistiche e telegiornali. Immediata fu la solidarietà delle comunità italiane ed altrettanto netta fu la risposta delle diverse comunità sparse al di fuori dei nostri confini. In Ucraina in modo particolare. Ed è li che, nella tragica notte tra il 4 ed il 5 febbraio, perse la vita Dmytro. Un giovane nazionalista di appena 23 anni, travolto da un treno mentre, in segno di solidarietà, affiggeva uno striscione per la nostra comunità. Tragedia nella tragedia. Scacco matto. Un colpo peggiore del primo. Dmytro Yakovets, Blondin per gli amici. E Blondin resterà anche per la nostra comunità. Il guerriero. L’Viv gli diede i Natali. E a L’Viv viveva e lottava ogni giorno per le sue idee e la sua nazione. Impegnato politicamente e nel sociale, amava le arti marziali e sognava un’Ucraina libera, capace di colpire con forza quel marcio sistema politico, poi abbattuto l’inverno successivo. Nervi saldi ed immensa determinazione. Poche le parole spese dagli amici al riguardo, ma emblematiche e chiare. Un soldato politico, pronto a sacrificare se stesso per ciò in cui credeva, senza però tralasciare le sue radici, la sua famiglia. Ogni sua azione, ogni suo gesto, era teso ad un bene superiore. Ad interessi sconosciuti ai più, al bene del paese, al bene di quei cari per i quali desiderava un futuro diverso, un futuro disegnato secondo i loro sogni. Ecco, questo giorno di cordoglio assume per noi un significato: tenere stretto quel filo che accomuna i popoli d’Europa e per il quale alcuni europei sacrificano la propria vita.

ESSERE UN GUERRIERO SIGNIFICA VIVERE PER SEMPRE! DMYTRO CON NOI! Бути воїном значить Жити вічно!

Taras

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