Blocco Studentesco: Tentata Aggressione Antifascista al liceo V. Cuoco

Napoli, 31/03/2015 – Questa mattina i militanti del Blocco Studentesco Napoli stavano effettuando un volantinaggio al Liceo Scientifico V. Cuoco, quando, a volantinaggio quasi concluso, sono sopraggiunti una trentina di membri dei collettivi antagonisti esterni alla scuola, intimando ai giovani del Blocco di andare via. Alla netta opposizione dei ragazzi del Blocco Studentesco, gli antifascisti, tra i quali vi erano persone che hanno superato abbondantemente anche l’età universitaria, hanno cercato di intimidire i ragazzi della scuola per costringerli a rifiutare i volantini. Accortisi che nemmeno sugli studenti dell’istituto avevano effetto le loro minacce, hanno deciso dunque di aggredire gli studenti del Blocco, i quali si sono difesi respingendo l’assalto e costringendo gli antagonisti ad indietreggiare.

“Anche stavolta non sono serviti a nulla i tentativi di spaventarci. Continueremo, come abbiamo sempre fatto, a volantinare in tutte le scuole che vorremo – dichiara il Blocco Studentesco Napoli –. Questi squallidi personaggi potranno cercare tutte le volte che vorranno di ostacolarci, ma troveranno sempre i nostri militanti pronti a difendere il nostro diritto a fare politica.”

 

simbolo

Ci hanno tolto un tricolore, ne alzeremo altri cento.

Questa mattina, in concomitanza con la ricorrenza della nascita dell’Idea, nella Capitale, senza alcun preavviso, le forze dell’Ordine hanno proceduto allo sgombero, nel quartiere Flaminio, della sede locale del Blocco Studentesco.

BloccoRomaSi tratta di un locale dell’Ater sito in piazza Perin del Vaga (Azienda Territoriale per l’Edilizia residenziale pubblica della provincia di Roma) occupato nel 2006 ed adibito a sezione, allo scopo, lì come altrove, di consentire ai ragazzi di poter svolgere le proprie attività politiche, culturali, sociali e di volontariato. Alla notizia dello sgombero, sono ovviamente accorsi sul posto i militanti da tutta la città di Roma per difendere la propria sezione e sono stati caricati della Polizia. Mentre le occupazioni con il tricolore vengono sistematicamente sgomberate, di contro, assistiamo ormai in tutte le città, a continue occupazioni da parte degli antagonisti dei centri sociali, senza che le forze dell’ordine o i sindaci mostrino la minima opposizione.

Uno dei recenti casi, a Napoli, è l’occupazione dell’ex Ospedale Psichiatrico giudiziario “Sant ‘Eframo” del quartiere De MaMaterdei, non più di proprietà del Comune. Nonostante sia stato, in sede di occupazione, intimato agli attivisti dei Sac (studenti autonomi campani) di lasciare lo stabile, ad un mese circa dall’occupazione, questi risultano essere ancora in loco. E, tra l’altro, in occasione di una loro assemblea, si è recato sul posto anche il Sindaco Magistrato, Luigi De Magistris. Non a caso il Comune ha espresso la volontà di assegnarlo agli occupanti se la polizia penitenziaria cede lo stabile al Comune stesso. Strano caso che, dopo l’avviso di sgombero si rechi proprio il sindaco sul posto e partecipi e prenda, compiaciuto, la parola ad uno dei loro eventi. Ancor più strana è l’incombenza delle elezioni regionali e l’approssimarsi del rinnovo della Municipalità. In un clima del genere non risulta difficile alla mente dei militanti d’età più avanzata effettuare un parallelo con gli anni ’70. Ma oggi come allora non si cede. Piena solidarietà al Blocco Studentesco Roma.

San Sepolcro: la prima volta del Fascismo.

Milano, 23 Marzo 1919. Quella  domenica c’era una leggera e piacevole pioggia primaverile; piazza Sansepolcro non era mai stata frequentata nei giorni festivi, ma chi passava per là notava un po’  più movimento del solito. Giampaoli e Meraviglia erano  arrivati prima per controllare che tutto andasse per il meglio ma avevano trovato la piazza tranquilla, nonostante l’espressa intenzione delle Guardie Rosse di impedire tutto. Quel giorno, nessuno o quasi, si era accorto di ciò che stava accadendo, delle conseguenze che avrebbe avuto quell’avvenimento. In circa 300 risposero all’adunata, molti più delle aspettative. Attendevano nella sala riunioni del Circolo dell’Alleanza Industriale per sentire  le parole di chi li aveva chiamati. Arditi, volontari e mutilati della Prima Guerra Mondiale, studenti, operai, commercianti, imprenditori, liberi professionisti, disoccupati, poeti, artisti, ex-interventisti, socialisti rivoluzionari, sindacalisti, anarchici, nazionalisti, futuristi, repubblicani, monarchici, qualche curioso e i soliti poliziotti in borghese: mondi non omogenei per la prima volta si incontravano, non per uno scontro, ma per unirsi inaspettatamente. Dopo alcune brevi presentazioni, prese la parola il direttore del Popolo d’Italia, Benito Mussolini ed espose i tre punti programmatici del movimento: erano lì per tutti i figli d’Italia caduti, mutilati e invalidi che avevano combattuto per la libertà; erano lì per rivendicare quelle terre di Istria e Dalmazia tolte in una vittoria mutilata; bisognava inoltre placare la situazione catastrofica in Italia e contrastare il Partito socialista. Programma innovativo ed assolutamente singolare. Così tra i presenti furono scelte 53-54 persone per fondare il nucleo dei “Fasci Italiani di Combattimento”, quello che è definito il Fascio “primigenio”, origine del PNF. In quella domenica cosi monotona eppure diversa furono gettate le basi per quello che è stato il più grande cambiamento politico, economico, sociale e culturale che abbia interessato sia l’Italia che l’estero. Nuovo significato fu dato alla politica: nasceva una politica d’azione che non implicava solo la mente, ma anche il cuore e le braccia. Mussolini così, a Sansepolcro, diede via a quella che fu definita la “terza via”: “Noi ci permettiamo di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti, a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente”. In seguito poi, il 6 giugno 1919, sul Popolo d’Italia fu pubblicato il Manifesto dei Fasci Italiani di Combattimento, che rimarcava ciò che fu  già detto e aggiungeva numerosi punti, di cui alcuni molto innovativi per quegli anni. Si era fatta sera quando tutti uscirono dal palazzo, inconsapevoli di essere diventati protagonisti, in qualche modo, della storia italiana;  alcuni divennero poi antifascisti, la maggior parte seguirono il duce fino alla fine. La riunione sancì la nascita del fascismo. Ed è a quella riunione, a quell’entusiasmo, a quella forza che dobbiamo ancor oggi tutto. Ancora oggi, e sempre, l’origine ed il motore delle nostre quotidiane battaglie.

“La più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee”.

23 marzo