Ci hanno tolto un tricolore, ne alzeremo altri cento.

Questa mattina, in concomitanza con la ricorrenza della nascita dell’Idea, nella Capitale, senza alcun preavviso, le forze dell’Ordine hanno proceduto allo sgombero, nel quartiere Flaminio, della sede locale del Blocco Studentesco.

BloccoRomaSi tratta di un locale dell’Ater sito in piazza Perin del Vaga (Azienda Territoriale per l’Edilizia residenziale pubblica della provincia di Roma) occupato nel 2006 ed adibito a sezione, allo scopo, lì come altrove, di consentire ai ragazzi di poter svolgere le proprie attività politiche, culturali, sociali e di volontariato. Alla notizia dello sgombero, sono ovviamente accorsi sul posto i militanti da tutta la città di Roma per difendere la propria sezione e sono stati caricati della Polizia. Mentre le occupazioni con il tricolore vengono sistematicamente sgomberate, di contro, assistiamo ormai in tutte le città, a continue occupazioni da parte degli antagonisti dei centri sociali, senza che le forze dell’ordine o i sindaci mostrino la minima opposizione.

Uno dei recenti casi, a Napoli, è l’occupazione dell’ex Ospedale Psichiatrico giudiziario “Sant ‘Eframo” del quartiere De MaMaterdei, non più di proprietà del Comune. Nonostante sia stato, in sede di occupazione, intimato agli attivisti dei Sac (studenti autonomi campani) di lasciare lo stabile, ad un mese circa dall’occupazione, questi risultano essere ancora in loco. E, tra l’altro, in occasione di una loro assemblea, si è recato sul posto anche il Sindaco Magistrato, Luigi De Magistris. Non a caso il Comune ha espresso la volontà di assegnarlo agli occupanti se la polizia penitenziaria cede lo stabile al Comune stesso. Strano caso che, dopo l’avviso di sgombero si rechi proprio il sindaco sul posto e partecipi e prenda, compiaciuto, la parola ad uno dei loro eventi. Ancor più strana è l’incombenza delle elezioni regionali e l’approssimarsi del rinnovo della Municipalità. In un clima del genere non risulta difficile alla mente dei militanti d’età più avanzata effettuare un parallelo con gli anni ’70. Ma oggi come allora non si cede. Piena solidarietà al Blocco Studentesco Roma.

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