Gli immigrati sono una risorsa? Per questa onlus sicuramente sì…

ImmigratiRoma, 25 mag – Gli immigrati sono una risorsa. O almeno sembravano essere tali per Alfonso De Martino e Rosa Carnevale, rispettivamente presidente della onlus “Un’ala di riserva” e relativa moglie.

La Guardia di Finanza ha infatti accertato che i due incassavano soldi per l’accoglienza di profughi e con tali proventi avevano acquistatoun immobile a Milano (152.000 euro), una società di schede per ricariche telefoniche (733 mila euro), nonché preso in fitto un bar a Pozzuoli (15 mila euro), comprato un immobile a Pozzuoli (100 mila euro), e si sarebbero appropriati di 130mila euro in contanti e di 345mila euro attraverso fatture per operazioni inesistenti.

L’indagine nasce da una denuncia dello stesso De Martino, il quale sosteneva che due somali si fossero presentati nella sede dell’associazione e l’avessero minacciato per farsi consegnare del denaro. L’attività investigativa, tuttavia, ha messo nei guai proprio la onlus.

Indagati anche due funzionari regionali della Protezione civile: in cambio di denaro avrebbero indirizzato gli immigrati verso questa associazione e uno dei due avrebbe anche reso possibile la convenzione tra la Regione Campania e la onlus in assenza dei requisiti, in quanto la struttura destinata all’accoglienza era stata realizzata abusivamente.

L’associazione percepiva 40 euro al giorno per ciascun immigrato proveniente dal Nord Africa: la convenzione prevedeva la fornitura di vitto e alloggio e altri servizi. Con i denari in teoria destinati all’accoglienza, i dirigenti della onlus avevano acquistati anche l’acquisto 37 biglietti per la partita Napoli-Chelsea di Champions League nel 2012, per un importo complessivo di 5.720 euro.

Giuliano Lebelli

La Grande Guerra. Italiani in Trincea.

28 Luglio 1914 si assistette allo scoppio della Prima Guerra Mondiale con la dichiarazione di guerra del Governo Austro-ungarico al Regno di Serbia. Dallo scoppio della guerra all’Aprile del 1915 l’Italia assunse una posizione di neutralità, rimanendo in linea con l’articolo 7 del trattato che univa l’Italia alla Germania e all’Austria. Il pensiero del popolo italiano si divise in due principali correnti:  da una parte gli interventisti e dall’altra i neutralisti. I primi volevano fortemente l’ entrata in guerra e si dividevano in interventisti democratici, socialisti riformisti (dei quali faceva parte lo stesso Benito Mussolini, che criticava la posizione neutralista assunta dai socialisti), nazionalisti e liberali; i secondi invece volevano che l’Italia si tenesse fuori dalle questioni belliche e si dividevano in socialisti, cattolici e giolittiani. Col passare dei mesi la posizione interventista crebbe in virtù del fatto che l’entrata in guerra era vista non solo come l’occasione per conquistare le terre irredente (Trentino-AltoAdige, Brennero, Trieste,Gorizia, Istria, Fiume e Dalmazia)  ma anche per  dimostrare all’intera Europa lo spirito nazionalista e reazionario. Di particolare importanza al contributo bellico fu la vittoria di Vittorio Veneto (Terza Battaglia del Piave), svoltasi tra il 24 Ottobre e il 4 Novembre 1918 nella zona tra il fiume Piave, il Massiccio del Grappa, il Trentino e il Friuli, nella quale l’impero Regio Italiano sconfisse l’impero Austroungarico che fu costretto a firmare l’armistizio di Villa Giusti sancendo così la vittoria del popolo italiano. Sono passati cento anni dall’inizio di quella che poi fu per l’Italia una “Vittoria Mutilata”; ‘mutilata’ appunto perché le terre promesse all’inizio del conflitto non furono mai consegnate al regio impero italiano. Sono passati gli anni, ma non è svanito il ricordo dei milioni di  soldati e civili caduti per l’onore dell’Italia; si stima che durante il conflitto persero la vita 700.000 soldati e 600.000 civili italiani. In occasione di questo anniversario, CasaPound Italia attraverso il movimento  “15-18 italiani in trincea” sta intraprendendo opere di bonifica e riqualificazione dei monumenti ai caduti della Grande Guerra e organizzando conferenze atte al ricordo di quei momenti.  La commemorazione del sacrificio degli italiani che hanno combattuto per la propria Patria avrà il suo culmine sabato 23 maggio a Gorizia, data in cui CasaPound Italia, per l’occasione,  ha organizzato una manifestazione nazionale. Non è stata scelta a caso Gorizia, città italiana simbolo, che durante gli anni è stata sempre teatro di conflitti e divisioni senza perdere mai la propria Italianità.

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Bobby Sands.

“Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna.

9 marzo 1954 – 5 maggio 1981

Sands