Area 19: POSTAZIONE NEMICA.

Questa mattina a Roma, il prefetto, che non si era accorto del funerale sfarzoso della famiglia mafiosa più potente di Roma, ha pensato bene di riacquistare credibilità davanti alla ” società civile” sgomberando area 19, il nostro avamposto di libertà sottratto con il sacrificio di decine di ragazzi ai suoi 20 anni di abbandono. Ognuno di noi ha vissuto momenti indimenticabili tra quelle mura , ricordi che non cancellerà l’assurdo sgombero voluto da un prefetto cialtrone . Oggi come ieri e per sempre Area 19 postazione nemica .aREA19

Giovanni Berta: ancora oggi in suo onore.

Giovanni Berta fu un militante delle squadre d’azione fiorentine. Figlio di un piccolo industriale metallurgico, nacque a Firenze nel 1894. Fin da giovane mostró amor patrio e senso del dovere, arruolandosi giovanissimo nel 1911 durante il conflitto Italo-Turco in Libia e partecipando poi alla prima guerra mondiale. Subito dopo la guerra, in pieno biennio rosso, prese parte ai Fasci Italiani di combattimento e alla formazione delle prime squadre d’azione fiorentine. Nel Febbraio del 1921, Firenze sprofonda nella guerra civile. Durante un corteo nazionalista, viene lanciata dai rossi una bomba che provoca la morte di uno studente e di un carabiniere.Aseguito di questo attentato, in città iniziano duri scontri tra squadristi e rossi, che porteranno alla morte del dirigente comunista Spartaco Lavagnini. In questo contesto, la sera del 28 Febbraio il giovane Berta, mentre tornava a casa in bicicletta, all’altezza del ponte Sospeso viene riconosciuto e aggredito vilmente da militanti socialisti. Nonostante il tentativo di difendersi, il Berta viene pugnalato e gettato giù dal ponte e in un ultimo disperato tentativo di salvarsi la vita si aggrappa alla spalletta del ponte per poi essere colpito vilmente a colpi di bastone precipitando nell’Arno e annegare. La morte di Giovanni Berta suscitò molta emozione tra i militanti Fascisti. Nacquero molte canzoni in suo onore e quando il Fascismo salì al potere, fu insignito del titolo di “Martire della rivoluzione fascista”. Strade, villaggi e anche lo stadio comunale di Firenze saranno intitolati a lui. Nelle scuole la sua storia fu insegnata come esempio di abnegazione ed estremo sacrificio per la causa. Purtroppo nel clima di epurazione del secondo dopoguerra il suo nome scompare dalle molte strade e piazze in Italia e della sua morte iniziò a circolare la storia che lo dipingeva come un aggressore che fu ucciso durante un fantomatico scontro tra due gruppi armati. A Napoli in suo onore fu nominata la sezione dell’MSI di via Foria, diventando quindo un importante esempio per tutti i suoi militanti.


Il pensiero moderno: Nietzsche.

Friedrich Wilhelm Nietzsche risultar essere, ad oggi, il più grande filosofo di tutti i tempi; colui che attraverso la “ potenza ” del proprio pensiero decretò la fine di un “ciclo filosofico”per iniziarne uno nuovo. Infatti, l’era moderna “deve la sua anima” a Nietzsche e in particolare ai suoi manoscritti, i quali nel corso degli anni hanno influenzato e plasmato l’intero Novecento con conseguenze e ripercussioni tutt’ora in atto. I suoi lavori sono contraddistinti dall’uso dell’aforisma-aneddoto; una forma lessicale che il filosofo utilizza per contestare il mondo religioso, morale e sociale di ogni tempo. Idealizzando un linguaggio tra il profetico e il tragicomico, Nietzsche svelerà al mondo la visione limitata e ormai decaduta di grandi autori del passato, come Platone, Kant o Hegel, ma anche l’inconsistenzadella più grande religione dell’occidente,cioè il Cristianesimo. Dopo importanti studi filologici sul mondo antico, i quali gli valsero in giovane età la cattedra come professore di lingua e letteratura greca all’università di Basilea, Nietzsche scrisse la sua prima grande opera:”La nascita della tragedia”, in cui vengono delineati due tipologie universali: il dionisiaco e l’apollineo, rispettivamenterappresentanti il primo la follia e il caos (Dionisio), il secondo l’ordine e la forma (Apollo). Secondo Nietzsche, ogni essere umano dovrà attingere alla fonte inesauribile del caos per poter dare una forma specifica a un idea o a una legge “universale”, per poi esaurirsi e rinnovarsi in un ciclo eterno, in un divenire continuo, senza alcuna stabilità epistemica (legge eterna, verità assoluta o sovrastruttura) in cui l’uomo potrà adagiare e rilassare la propria esistenza; ed è in questo che consiste l’origine della tragedia greca (umana). Fu intimo amico in gioventù di Richard Wagner, il grande musicista e operista tedesco. Sospese la propria attività accademica per partecipare alla guerra franco-prussiana (1870-1871), come infermiere addetto al trasporto dei feriti. Riuscì ad assistere alla nascita dell’impero tedesco ad opera di Bismarck. Per motivi di salute(forse l’inizio della sua malattia) Nietzsche all’età di 34 anni abbandona l’insegnamento per approfondire i propri studi filosofici,pellegrinando soprattutto per la costiera francese e italiana. L’epicentro della sua filosofia è la morte di Dio (La gaia scienza). Attraverso questo aforisma celeberrimo Nietzsche dichiara che i valori (coefficienti educativi che una società civile si impone per la propria sopravvivenza) non sono eterni,ma soggetti,durante il tempo, a una progressiva svalutazione. L’attuale contesto in cui l’occidente organizza i propri valori è quello giudaico-cristiano, in cui il Cristianesimo, considerato come un giudaismo emancipato,ne condiziona, da più di duemila anni, la genesi storica, politica, morale, scientifica, psicologica, giuridica e artistica. Nietzsche afferma che ”Il colpo di genio del cristianesimo”consiste nel aver promesso la vita eterna, ossia nel “dare” una “speranza senza senso” in un mondo ultraterreno, misconoscendo appunto l’attuale mondo reale, il quale è il vero e unico terreno di lotta per la sopravvivenza. Concettualizzando l’intero contesto di vita sulla base di una forma estrema di ottimismo (la vita eterna) si verrà solo ad idealizzare e non ad attualizzare i momenti più significativi della vita umana, appunto perché la sola “fede”o “idea”in qualcosa, oggettivamente, non realizza nulla. I valori, diceva Nietzsche, non devono essere considerati come uno “scopo”a cui una società deve aspirare, ma a dei “mezzi”soggetti a breve durata, che una comunità dovrà utilizzare per raggiungere i propri scopi. Nietzsche per giunta accusa il Cristianesimo, portatore di valori come: la compassione, l’umiltà, l’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio, di cancellare definitivamente l’ordine gerarchico naturale e di livellare tutti gli uomini sullo stesso piano, sia naturale che giuridico; rischiando cosi di soffocare il genio umano (l’Eroe,il Condottiero,il Filosofo,l’Artista,ecc…), cioè colui che geneticamente porta dentro di sé quelle doti fuori dal comune che sono indispensabili a trasmutare il mondo e ad incanalarlo verso una nuova alba, cioè nuovi valori e un nuovo ordine, ossia la Volontà di Potenza .Tutto ciò che non è fine al Cristianesimo viene considerato moralmente sbagliato (Genealogia della morale) cosi che la morale, nella sua fattispecie, diviene sia un potente mezzo di potere e sia un’ arma di ritorsione verso il più forte, abbassando costui al livello dei più deboli, alla stregua del volgo, ossia a quella massa comune che la religione Cristiana tende a privilegiare. In un suo aforisma, Nietzsche scrive che : “Ciò che si fa per Amore và Al di la del Bene e del Male”; per il filosofo il vero “Amore”è annientare la morale,ossia quelle inesistenti barriere pregiudiziali che sovvertono le infinite potenzialità del singolo; egli diceva: “Siate degli spiriti liberi”,nel senso di spogliare la propria persona di qualsiasi forme di moralità, le quali, paragonate a delle “catene”, imprigionano l’uomo e ne limitano l’esplosione dei suoi istinti primordiali, veri forgiatori dell’evoluzione umana (Al di là del Bene e del Male; Umano, troppo umano ). Un altro tema importante della filosofia di Nietzsche è “l’insorgere del nichilismo”; anche se la parola fu coniata dallo scrittore russo Turgenev, fu Nietzsche a penetrarne l’essenza. Da un suo frammento riportiamo la definizione di nichilismo: “ Ciò che descrivo è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene: l’insorgere del nichilismo. Che cosa significa nichilismo? Significa che i valori supremi si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al “perché?”. Non possiamo porre nessun aldilà o un “in sé” delle cose. Manca il valore, manca il senso. Risultato: i giudizi morali di valore sono negazioni: la morale è volgere le spalle alla volontà di esistere”.In poche parole,questa definizione significa: che si entra nel nichilismo, quando in una società ormai al tramonto (svalutazione dei valori) non avviene una tra – svalutazione di quei medesimi valori; di conseguenza il mondo decade, collassa; per questo Nietzsche afferma che la società non ha più uno “scopo”e nulla ha più “senso”. Egli individua, inoltre, due forme di nichilismo: un nichilismo passivo e uno attivo. Il primo è il nichilismo della rassegnazione e dell’impotenza umana di fronte alla perdita dei valori e al baratro che ne consegue; il secondo, invece, e’ quel nichilismo perscrutabile, in cui l’umanità prende coscienza di vivere in una società giunta ormai al limite e già da sé, trovare quei mezzi (valori) fondamentali per raggiungere gli “scopi”prefissati. Ed è questa tipologia di nichilismo (attiva) che Nietzsche auspica per il futuro. Infatti, secondo l’autore, il Nichilismo non è altro che la storia dell’Occidente, cioè: un immutabile e continua svalutazione e tra – svalutazione di tutti i valori fondamentali della società. Ed è in questa “immutabilità” che consiste l’Eterno Ritorno, definito da Nietzsche stesso come “La vetta della contemplazione”. L’immutabilità degli eventi consiste nello scontro perenne tra chi dispone della “nuova” volontà di potenza e tra coloro che “ancora adorano il vecchio Dio”e Nietzsche, individua proprio nello “scontro eterno” di queste volontà la vera essenza dell’Occidente, il carattere che più contraddistingue il salto evolutivo dell’essere umano. Infatti, sarà il super-uomo (o oltre – uomo) di Nietzche che grazie alla propria volontà di potenza“deporrà il vecchio Dio”e “rimischierà i destini di tutti gli uomini”(Cosi parlò Zarathustra). Purtroppo,col passare degli anni ,la malattia di Nietzsche degenera fino ad impazzire definitivamente;dopo vari istituti di ricovero sarà la sorella ad accudire il filosofo fino alla morte. Durante questo periodo di sporadica lucidità, Nietzsche inizia a scrivere delle lettere “folli” a tutti i suoi amici e conoscenti, esaltando il proprio io e delirando che i suoi libri vengono letti in tutto il mondo; fatto che all’epoca non era vero, ma che si concretizzerà solo dopo la morte dell’autore. Infatti, i libri di Nietzsche, come in una profezia predetta, diventeranno i più venduti di tutta la storia della filosofia. Parte del suo pensiero è ancora avvolto nell’oscurità, dato che l’autore, a causa della precoce morte, non riuscì a terminare i propri studi; mancano, purtroppo, delle opere complete inerenti all’eterno ritorno e alla tra – svalutazione dei valori. La filosofia di Nietzsche, che ha ispirato il nazi-fascismo, viene spesso attaccata e criticata, ma negli ultimi anni è divenuta oggetto di grande dibattito a livello internazionale. Si dice che fu l’immane sforzo creativo la causa del peggioramento della sua pazzia, altri ipotizzano persino una forma di ascetismo volontaria. Nietzsche, comunque sia, agli occhi del mondo, è destinato ad essere” l’Autore”di riferimento per le future generazioni, le quali ne alimenteranno sempre di più il mito nei secoli che verranno.

2 agosto 1980: nessuno di noi era a Bologna.

Era un sabato di agosto, il 2 Agosto 1980, 10:25 di mattina; un boato sconvolge numerose vite. Il bilancio è di 85 morti e 200 feriti tra ustionati e mutilati. Era esplosa una bomba all’interno della sala d’attesa della seconda classe della stazione centrale di Bologna. stragebologna05 L’orologio, tutt’ora fermo su quell’ora, sancisce la devastante conseguenza che quella giornata ebbe, non solo sulle famiglie di chi aveva perso la vita, ma anche di chi aveva perso la propria anima. Nessuno per sapeva ancora la causa del boato, uomini scappavano ovunque.
L’intera città si mobilitò per soccorrere le vittime di quel devastante incidente; i pompieri misero a disposizione alcuni autobus dati loro in dotazione per trasportare i corpi senza vita di chi, quella mattina, aspettava tranquillo il treno non sapendo a cosa stavano andando in contro. Alle 17:30 (con molta calma), l’allora presidente del consiglio, Alessandro Pertini, arrivò con l’elicottero di stato all’aeroporto più vicino. Arrivato sul posto, ai giornalisti, preso da un finto sgomento, con la finzione che contraddistingueva i politici dell’epoca più di quelli odierni, escalmò : << Signori non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia>>. Avevano inzio così le indagini, per l’attentato più grave e devastante del dopoguerra italiano, la cosìddetta “Strage di Bologna”. Inizialmente si pensò ad una fuga di gas; successivamente, trovato il cratere causato dell’esplosione si iniziò a capire che non si trattava di un avvenimento accidentale bensì di un esplosione voluta, causata da una bomba. Ci furono allora due piste distinte e separate, la pista palestinese e la pista dei Nuclei Armati Rivoluzionari. LA PISTA PALESTINESE: Secondo queste indagini l’esplosivo a tempo fu piazzato dall’ FPLP(Fronte popolare per la Liberazione della Palestina). Come movente fu usato il fatto che, violato il cosiddetto lodo moro, ossia quell’insieme di accordi tra l’Italia ed i palestinesi, secondo i quali avrebbero consentito il loro traffico di armi qui in Italia, arrestando l’anno precedente un membro di spicco dell’organizzazione terroristica, chiamato dopo Abu Anzeh Saleh. LA PISTA DEI NAR: Secondo questa tesi, la responsabilità dell’attentato è da attribuire ai membri dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Il movente secondo i giudici, a parte le strategie di tensione, fu il fatto che si voleva dare una forte, spinta verso destra al paese.

A destra Giuseppe Valerio Fioravanti (Giusva), a sinistra Francesca Mambro in una foto del processo.
A destra Giuseppe Valerio Fioravanti (Giusva), a sinistra Francesca Mambro in una foto del processo.

La pista che venne scelta, fu quella più semplice da scegliere; quella dei NAR, così, dopo innumerevoli processi, senza prove ed incoerenti con i fatti accaduti, Giusva e la Mambro furono condannati all’ergastolo. Tutt’oggi negano la loro complicità nell’attentato dichiarando che quel giorno erano, sì, insieme ma non a Bologna bensì a Padova, tale dichiarazione fu provata tramite una lettera scritta da llich Ramirez Sanchez, meglio conosciuto come Comandante Carlos o solo Carlos, nel 2012 nella quale scagionava i militanti estremisti nella strage e scandiva esplicitamente di voler collaborare con la magistratura italiana, per far risalire alla luce la verità, cancellando così tutte le bugie dette e per le quali innocenti hanno scontato pene non di loro responsabilità. Ad oggi il governo italiano non ha ancora accettato la proposta dello “sciacallo”, sarebbe troppo scomoda per la storia rossa, del dopoguerra italiano.

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