“O ROMA O MORTE!”

Correva l’anno 1922, il 28 Ottobre 1922; qualcosa nell’aria stava cambiando, qualcosa che avrebbe cambiato, da lì ai prossimi vent’anni, le sorti del nostro paese. Mussolini insieme con Balbo, De Bono, De Vecchi e Bianchi, schierati, pronti a discutere le sorti d’Italia, usando come mezzo un’ enorme manifestazione, che vide provenire partecipanti da ogni parte d’Italia, avevano già previsto quattro gruppi, pronti ad occupare i principali centri d’Italia. Luigi Facta, presidente del consiglio, non volle credere che effettivamente, un gruppo di uomini stesse realmente marciando sulla capitale. Dormì quindi sogni tranquilli durante la notte a cavallo tra il 27 ed il 28 mentre invece il re, già di primo mattino si ritirò nella sua tenuta di San Rossano per discutere con i militari sul da farsi. Il primo ministro, si piombò allora al Quirinale per far firmare al Re il proclama di stato di assedio, ma quest’ultimo non volle firmarlo esclamando “Queste decisioni spettano solo a me. Dopo lo stato d’assedio, non resta che la guerra civile. Ora bisogna che uno tra noi si sacrifichi!”. Luigi Facta allora, presidente di un un governo ormai in decadenza, non poté fare altro che dare le dimissioni. Ciò permise al Re di proporre al futuro duce d’Italia una coalizione con l’On. Antonio Salandra, ma Mussolini rifiutò nettamente, esclamando “O ci daranno il governo o lo prenderemo calando su Roma”. Un governo di “larghe intese” poteva essere previsto, ma di certo non quel giorno, non il giorno della marcia; infatti, il suo obbiettivo era proprio quello di formare un governo di soli fascisti, di sole camicie nere, un governo nazionale vero e proprio. Appena un giorno dopo, il Re cedette, affidando le redini del paese nelle mani di Benito Amilcare Andrea Mussolini. Nonostante la mitizzazione della “marcia”, descritta come una violenta conquista, come un colpo di stato, come un evento brutale della storia italiana, quest’ultima è stata un ingresso Roma da Vincitori. Infatti, quando entrarono i fascisti a Roma tutto era già stato deciso; Sua Eccellenza, infatti, giunse a Roma ben 24 ore dopo, dopo aver abilmente coordinando le operazioni da Milano, con già pronta la lista dei ministri da consegnare al Re. Il Duce incontrò Sua Maestà in camicia nera, con tanto di fez esclamando “Vi porto l’Italia di Vittorio Veneto”. La conquista di Roma, da parte dei fascisti sancisce un’ epoca importante per lo stato d’Italia; parliamo della fine del biennio rosso (1919-1921), di anni durante i quali degrado e criminalità la facevano da padrone in un periodo di forte depressione economica, depressione che nessun partito politico riusciva a risanare. Durante il primo consiglio dei ministri, il 15 Novembre 1922, Mussolini assunse le cariche di ministro degli interni e ministro degli esteri. In seguito, militanti e simpatizzanti, che nel frattempo aspettarono fuori le mura della città fino al 30 Novembre, data nella quale venne pubblicato l’articolo che smobilitava i militanti, furono smobilitati. Il comunicato (L’Ordine di smobilitazione Il Partito Nazionale Fascista) recitava: “Fascisti di tutta Italia! Il nostro movimento è stato coronato dalla vittoria. Il Duce ha assunto i poteri politici dello Stato per l’Interno e per gli Esteri. Il nuovo Governo, mentre consacra il nostro trionfo col nome di coloro che ne furono gli artefici per terra e per mare, raccoglie a scopo di pacificazione nazionale, uomini anche di altre parti perché devoti alla causa della Nazione. Il Fascismo italiano è troppo intelligente per desiderare di stravincere. Fascisti Il Quadrumvirato supremo d’azione, rimettendo i suoi poteri alla Direzione del Partito, vi ringrazia per la magnifica prova di coraggio e di disciplina e vi saluta. Voi avete bene meritato dell’avvenire della Patria Smobilitate con lo stesso ordine perfetto col quale vi siete raccolti per il grande cimento destinato -lo crediamo certamente- ad aprire una nuova epoca nella storia italiana. Tornate alle consuete opere poiché l’Italia ha ora bisogno di lavorare tranquillamente per attingere le sue maggiori fortune. Nulla venga a turbare l’ordine potente della vittoria che abbiamo riportato in queste giornate di superba passione e di sovrana grandezza. Viva l’Italia! Viva il Fascismo”. L’Italia diede prova, ancora una volta, di ordine, disciplina, grandezza. Un ordine, una disciplina ed un grandezza che il Blocco Studentesco, ora più che mai, attraverso la sua Azione, si auspica possano essere alla base della Nostra Rivoluzione.

Barone

Marcia_su_Roma

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