Ogni giorno è Piazza Navona.

NavonaSono passati ormai 7 anni da quel giorno di passione che fu “Piazza Navona”, o quantomeno, la nostra Piazza Navona.
In realtà non si può considerare il singolo giorno 29 Ottobre 2008, ma si dovrebbero prendere le due settimane che ci portarono a quella data. Si, perché furono due settimane di passione con scuole occupate, sit in, manifestazioni lampo, azioni improvvise, nottate spese a ragionare su ciò che avremo dovuto fare l’indomani, partite a risiko, un paio di birre, tanti caffè e qualche amore sbocciato. Due settimane che parevano un film e gli ultimi tre giorni dove si amplificarono a dismisura le attenzioni verso il movimento, con noi che eravamo certi che la Vittoria l’avevamo in tasca e che la rivoluzione non sarebbe stata poi così lontana.

Ci battevamo contro la riforma Gelmini e la Legge 133, veri preludi verso la scuola azienda a cui, ogni anno di più, stiamo andando incontro. Sotto la menzogna della “responsabilizzazione” dei presidi si riesce a distruggere l’apparato formativo del Paese.

Ci battevamo, dicevo, e lo facevamo senza troppi problemi se vicino a noi c’era gente di sinistra o di destra. Ci sentivamo parte di una rivolta generazionale che andava ben al di là dello schieramento. Il nostro pensiero era: portare il nostro contributo e la nostra identità alla “rivolta” generazionale senza ledere a nessuno e pretendendo di non farci in nessun modo ledere da nessuno. Infatti, cercando su internet, troverete molte foto o video dove si vedono i nostri abbracciati, o vicini, a militanti di sinistra con tanto di magliette super riconducibili al loro mondo.

Gli ultimi 3 giorni che portarono al 29 Ottobre, quindi anche il 27 e il 28, furono giorni di manifestazioni oceaniche dove il Blocco Studentesco si era ritrovato alla guida di circa 20.000 studenti (da fonti stampa) dove si subodoravano problemi e interessi da parte di alcuni antifascisti di distruggere il fronte comune studentesco. Volarono schiaffoni. Ma nulla ci faceva presagire che l’epilogo sarebbe divenuto così famoso…

La conclusione di tutto ciò la si conosce.
Circa 300 antifascisti cercarono di rompere l’idillio generazionale tra studenti di “destra” e studenti di “sinistra”. E noi, a questi signori, abbiamo risposto in questo modo, con questa foto. Nessun passo indietro e la promessa eterna di non cedere mai più un centimetro all’antifascismo che fosse esso militante, politico o culturale.

Potrò apparire un fanatico, e forse lo sono, ma quella per noi fu una trincea e ce la portiamo ogni giorno con noi. Ogni giorno è Piazza Navona. Ogni giorno non cederemo il passo all’antifascismo.

Francesco Polacchi

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