LA REPUBBLICA DI POLONIA

L’11 Novembre 1918, La Polonia, dopo aver vissuto per più di un secolo nell’ ombra delle potenze europee, ottenne l’indipendenza. Nacque quel giorno la repubblica di Polonia. Repubblica quest ultima le cui basi erano già state gettate, durante i primi anni del conflitto mondiale, dai tedeschi e dagli austro-ungarici. Si trattava però solo di uno stato fantoccio; uno stato il cui unico fine era quello di fare da cuscinetto tra la Germania e la Russia. Successivamente, a seguito di significative azioni politiche fu ottenuto il riconoscimento, da parte degli austriaci, di alcuni territori quali la Galizia e la Slesia. Questo passaggio fu ufficializzato da un incontro a Cracovia, dove furono disegnati i nuovi confini. Si costituì così, il 28 Ottobre 1918 a Lublino, un governo provvisorio, il quale, non appena creato, iniziò ad occupare, tramite l’esercito, tutte le regioni sud orientali del territorio. Il culmine del successo si raggiunse quando, l 11 Novembre Jòzef Pilsudski, arrivando a Varsavia, con un comunicato proclamò l’indipendenza polacca. Sancendo alla Polonia i diritti che per anni gli erano stati negati diede voce non solo alla maggioranza del suo partito, se così si può chiamare, ma a tutto il popolo polacco: ”La guerra è finita!” […] “Si sgretolano i troni, cadono le tirannie, la tempesta adesso si ritorce contro quelli che l’hanno scatenata!” […] “E da quel momento per noi, per il popolo polacco, batte l’ora della libertà”. “E’ impossibile descrivere l’ebbrezza, la frenetica gioia di cui il popolo polacco in questo momento è preda. Dopo 120 anni, “loro” non ci sono. Libertà! Indipendenza! Unità! Uno Stato nostro! Per sempre!” […] “Siamo liberi dalle sanguisughe, dai ladri, dai rapinatori […]” Successivamente, dopo le elezioni del 1919, con il trattato di Versailles, si sancirono i nuovi confini che riportarono la Polonia a prima della suddivisione, nei confini del 1772. Grazie alla firma del trattato, la Polonia guadagnò non pochi diritti economici. Numerosi ancora furono i conflitti a fuoco con gli stati confinanti di Russia e Germania, messi poi a tacere con la pace di Riga del 1921. Successivamente a questo avvenimento furono istituite delle vere e proprie alleanze con altri stati confinanti, quali Francia, Finlandia, Romania, Cecoslovacchia, Iugoslavia, Lettonia, Estonia. Nel 1932 la Polonia, credendo di difendersi da attentati nemici, stipulò un ulteriore patto che le garantiva l’immunità da ogni attacco da parte di Russia e Germania. In nome del sangue versato e delle lotte che hanno sancito l’indipendenza del popolo polacco, ogni anno, quest ultimo, sfila per le strade della propria capitale a voler così, simbolicamente, rivivere quei passi e quelle lotte che, più di ogni altro trattato diplomatico, hanno unito la Nazione e forgiato gli animi. Ed è ciò che anche quest anno è accaduto, a Varsavia, dove una immensa folla ha letteralmente inondato le strade della città. Ed è in questo clima di insicurezza e di mancanza di cardini cui riferirsi che dovremmo, anche Noi, rifarci al carattere di chi, in nome della libertà e dell’indipendenza, ha sacrificato tutto, anche la vita.

Varsavia

Barone

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