Jan Palach, un simbolo indelebile

L’URSS durante l’occupazione del territorio ceco, quasi a deridere il popolo sottomesso, pubblicizza le auto-immolazioni dei monaci buddisti vietnamiti che lottano contro l’invasione americana. Molto probabilmente è da queste scene che Jan prende coraggio per il più gran contributo alla rivoluzione e alla lotta contro l’ascesa sovietica in terra ceca.
Nel 16 Gennaio del 1969, un eccelso studente di filosofia, Jan Palach, dopo esser giunto nella zona più alta della piazza San Venceslao, a Praga, ai piedi della scalinata del Museo Nazionale, si cosparge di benzina e si dà fuoco. Tale gesto risveglia gli animi inerti del popolo pauroso e conformista, finalmente c’è la scintilla che fa scoppiare il malcontento nascosto da tanta omertà.
Palach è un ragazzo in gamba, scrupoloso, razionale, già definito un filosofo in tenera età, non può accettare che la propria terra, la propria nazione, si sottometta a poteri barbari, ma soprattutto la sua libertà e quella del suo paese non hanno un prezzo e la si può rivendicare soltanto con un gesto estremo firmato “TORCIA UMANA N.1”.
Nonostante l’URSS avesse tentato di far passare l’eroica azione come un atto di debolezza di un ragazzo ingenuo e fomentato da politici anti-sovietici, il funerale di Jan viene seguito da 600.000 persone. Nel frattempo il numero di torce umane cresce ed il 25 Febbraio dello stesso anno, nella stessa piazza, all’interno di un portone si sacrifica alla stessa maniera il giovane 19 enne Jan Zajìc, anche lui con un bisogno innato di riscattare il proprio paese e di conseguenza la propria famiglia, alla quale è fortemente legato. Spiega infatti in una lettera che non è stanco della vita ma, anzi, ne conosce tutto il valore ed è per questo che si sacrifica

« Conosco il valore della vita e so che è ciò che abbiamo di più caro. Ma io desidero molto per voi e per tutti, perciò devo pagare molto »


Una gioventù che si preoccupa del destino di un paese intero, ha preso con caparbietà le proprie responsabilità ponendo la propria vita come garante per la speranza di un’intera Europa, ed è così che, il 10 Febbraio del 1977, offre la propria vita un’altra torcia umana in Francia, Alain Escoffier (27enne).

Le torce umane ardono ancor oggi come allora nei cuori di chi lotta, nei cuori di chi viene ucciso in una vicina Grecia solo per un ideale diverso, nei cuori di chi ha deciso di rifiutare i compromessi, nei cuori di chi viene arrestato perchè considerato “rumoroso” per lo Stato, nei cuori di chi, anche oggi, ha spento la Tv quando il TG imboccava le solite notizie farlocche…
La storia lo insegna che muoiono gli uomini e non le idee, non bruceranno mai quelle idee finchè ardiranno nella lotta.

JAN PALACH VIVE!Palach

Tony C.

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