Alberto Giaquinto

– Ma non dovevamo vederci nel pomeriggio?

– Devo andare ad una manifestazione. L’anno scorso al Tuscolano sono morti tre camerati

-… voglio venire anch’io

– Meglio di no. Aspettami qui, che poi, quando torno, andiamo al pub Panda

– Però… non so se miei mi faranno uscire… non è sabato

– Ma sì, vedrai che ti faranno uscire

– Allora a dopo

– Alessandra aspetta… un bacio

– Ciao, Alberto…

Lui si allontana, lei continua a guardarlo andar via. Lui si volta, sorride. Lei saluta con la mano.

Intanto a via dei Castani un’auto civetta della polizia si ferma. Un agente scende e fa fuoco, dritto alla nuca di Alberto, che cade sull’asfalto.

Alberto muore due ore dopo l’arrivo al San Giovanni.

“Ci comunicano in questo istante che il giovane Alberto Gianquinto… ah, no… Giaquinto… è morto”. Alessandra ha appena acceso la radio, la notizia arriva come un pugno nello stomaco. Piange, abbracciata alla mamma, mentre davanti ai suoi occhi sfilano le immagini dei ricordi con lui… quel primo incontro, le mani strette nelle sue, l’ultimo bacio,l’ultimo sguardo che sembrava non finire mai.

Acca Larentia, la quarta vittima ad un anno di distanza, l’ennesima di quei maledetti anni di piombo.

Alberto Giaquinto, Presente!

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