Junio Valerio Borghese: il Principe Nero

Junio Valerio Scipione Ghezzo Marcantonio Maria dei principi Borghese nasce ad Artena il 6 giugno 1906.Borghese di nome aristocratico di fatto, è secondogenito di Livio Borghese (IX principe di Sulmona) e Valeria Keun.
Sia per tradizione di famiglia che per passione personale nel 1922 subentra all’Accademia navale uscendone nel 1928 e, dopo una serie di imbarchi e corsi superiori, nel 1937 partecipa alla guerra civile spagnola ottenendo il primo comando sul sommergibile Iride, verrà decorato con medaglia d’oro al valor militare l’anno successivo.
Partecipa fin da subito al secondo conflitto mondiale sul sommergibile Pisani nel Dodecaneso, e più tardi riconosciuto il suo carattere guerriero e anche grazie al suo valente carisma viene scelto per una sessione di addestramento nel 1940 sugli U-boot tedeschi durante la quale incontrerà l’ammiraglio Karl Doenitz.
Successivamente all’addestramento verrà reintegrato col comando del sommergibile Scirè di stanza a La Spezia facente parte della 1° flotta della X MAS. Da qui in poi inizierà l’ascesa di Borghese il quale parteciperà all’attacco a Gibilterra, Malta e l’azione militare che lo confermò come leggenda: L’impresa di Alessandria.
La storica incursione avvenne la notte del 18 dicembre 1941 dove 3 siluri a lenta corsa, comunemente detti “maiali”, entrarono nel porto della città egizia e affondarono 2 corazzate inglesi e danneggiarono un cacciatorpediniere e una petroliera, lasciando il nemico senza armamenti marini di grande portata nel mediterraneo e rendendo la flotta italiana la prima potenza navale in quel teatro.
Grazie al successo dell’operazione il principe propose all’ammiraglio Doenitz di ripetere l’impresa nel porto di New York, ma l’idea sarà rinviata per perdite successive e poiché sarebbe stato più un atto simbolico che di effettiva utilità strategica. Nonostante ciò il 1° maggio 1943 ottenne il comando della X flottiglia MAS riuscendo a continuare a portare risultati sorprendenti fino il 25 luglio successivo: a causa del mandato di arresto di Mussolini l’esercito rimase allo sbando e privo di ordini fino all’armistizio dell’8 settembre, e anche dopo molte unità continuarono a trovarsi isolate.
Disgustato dal tradimento si mantenne leale all’alleato tedesco firmando un trattato con la marina germanica e successivamente unendosi alle Repubblica Sociale Italiana. Sotto il governò di Salò la X° otterrà una forte autonomia difatti sarà l’unica unità nella storia militare italiana con una propria autonomia decisionale in ambito tattico-strategico.
Poco dopo la firma del trattato il numero passerà dai 300 marinai ai 3000, tutti volontari. Partecipando a numerose azioni contro gli alleati ma mantenendo contatti con i partigiani e il regio esercito. Difatti verso la fine del conflitto Borghese contattò l’ammiraglio De Courten (della marina del sud) per organizzare un attacco congiunto per allontanare le forze di Stalin dall’Istria al fine di mantenere il territorio; l’opposizione inglese alla fine fece prendere una piega diversa alla storia, procurando a quelle terre un tragico destino di cui ancora oggi abbiamo memoria.
Il 25 aprile 1945 si trovava a Milano insieme ai suoi uomini per poi congedarli con 5 mesi di stipendio il giorno successivo, sciogliendo ufficialmente la X° Flottiglia MAS; venne arrestato l’11 maggio dagli americani che lo trasferirono a Roma. Condannato a 12 anni di reclusione, poi ridotti a 3 per i suoi meriti militari, venne infine scarcerato dopo l’amnistia voluta da Togliatti per i prigionieri della RSI.
Dopo la proclamazione della seconda repubblica, si unì nel 1951 all’M.S.I.  per poi divenirne presidente onorario sostenendo la politica atlantista, e dopo l’appoggio ad Almirante ne fuoriuscì fondando il movimento extra-parlamentare Fronte Nazionale.
Salì agli onori della cronaca per il presunto tentativo di colpo di stato conosciuto come Golpe Borghese, il quale si pensa sia fallito per ordine dello stesso Borghese, le cui motivazioni sono tutt’oggi sconosciute. Secondo la testimonianza di Amos Spiazzi, generale che avrebbe collaborato al golpe, in realtà il colpo di stato era destinato al fallimento fin dalla sua pianificazione operata dall’esercito, ed è stato usato dal governo come scusa per la cosiddetta strategia della tensione.
Vero o fittizio Il principe ne sarà accusato e nel 1971 si rifugiò in Spagna e vi rimase fino alla sua morte il 26 agosto 1974 avvenuta successivamente a un suo incontro in Cile col generale Pinochet.
Junio Valerio Borghese è stato un uomo che ha avuto esperienze numerose quanto i suoi nomi, ma ognuna di esse è la testimonianza alla sua lealtà e fedeltà alla sua visione del mondo, donando a noi un esempio che ci spiega come il dovere debba essere la costante delle nostre vite perché solo con esso potremo portare avanti il nostro esempio che è la sola vera testimonianza della nostra esistenza.

Olmo

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