Contro il mondialismo moderno: Carlo Terraciano

L’antiamericanismo, l’antiatlantismo, l’antimondialismo sono realtà che da sempre caratterizzano il nostro ambiente e sono tutt’oggi la base delle nostre battaglie. In passato sono temi che hanno portato scissioni dal “padre” msi, la cui classe dirigente era una fervente sostenitrice della linea atlantista, portando alla creazione ad una miriade di movimenti ( Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Fronte Nazionale..ecc)  con visioni e destini differenti. Il movimento sociale è definito “padre” di tutti questi nomi perché in un modo o nell’altro è da lì che ognuno ha iniziato, giovani che lamentavano inascoltati alla classe dirigente di non combattere per l’idea, ma bensì di cercare la proposta più convincente e che dia maggior risvolto elettorale, esattamente quando un figlio nel pieno della sua giovinezza si ribella al padre e questi non ha la capacità di comprendere la sua progenie e va avanti per la sua strada.
Tra i tanti ribelli che hanno caratterizzato il nostro mondo ve ne è uno che ha il pieno diritto di essere riconosciuto come tale per il suo pensiero anticonformista: Carlo Terracciano.

Carlo Terracciano nasce il 10 ottobre 1948, da giovane si avvicina al Fronte della Gioventù con l’amico Marco Tarchi. Dopo aver sperimentato il carcere a causa di un’inchiesta che verrà archiviata dallo stato stesso nata per la solidarietà che aveva dimostrato ad alcuni detenuti degli anni di piombo, verso la fine degli anni ’70 si avvicina al movimento intellettuale della “Nuova Destra”. La suddetta linea di pensiero nasce in Francia all’inizio degli anni 70, per poi essere importata alla fine dello stesso decennio da Stenio Solinas il quale fonderà la rivista Elementi dove riunirà tutta la classe intellettuale stanca del nostalgismo caratterizzante il movimento sociale italiano e volenterosa di svecchiare le idee di questo. Caratteristica principale del movimento è il rifiuto allo sciovinismo e al nazionalismo con un avvicinamento al federalismo europeo, il paganesimo in contrapposizione al cattolicesimo reazionario della destra ed ovviamente l’antiatlantismo contro l’idea filostatunitense vincolante nell’msi. Per le loro idee le risposte alle tematiche del movimento saranno trovate anche negli ambienti della sinistra radicale e difatti Marco Tarchi, dirigente dell’MSI, amico di Carlo e collaboratore di Elementi, sarà il primo ad utilizzare il termine “Destra Radicale”. La rivista chiuderà nel 1979 dopo appena un anno di pubblicazione, e in questo periodo Terracciano si avvicinerà al Fronte Europeo di Liberazione e ad Edizioni Barbarossa di Freda, per poi allontanarsi da lui negli anni ’90 con la fondazione del Fronte Nazionale. Nel frattempo intorno alla metà degli anni ‘80 collabora con la rivista Orion di stampo nazional-comunista e dove per l’ennesima volta riuscirà a rompere gli schemi arrivando a recensire una rivista omosessuale francese riuscendo a farsi disprezzare dal vecchio mondo della “destra”. Per coronare la sua carriera da divulgatore di nuove idee politiche si unisce alla redazione di Eurasia: in questa rivista spiega come il confine dell’europa non siano i monti Urali ma bensì l’atlantico superato il quale vi è il tramonto del sole che con se porta la civiltà, la storia, lo spirito ed ogni bellezza mai creata in questo mondo, parole sprezzanti che però riserva solo al mostro stelle e strisce, risparmiando gli abitanti latini del nuovo mondo. Da grande importanza all’Islam ed alla Russia ritenendoli punti di contatto culturali, sociali e storici tra i due continenti, difatti è per l’apertura diplomatica della Comunità Europea nei confronti della Turchia, una visione antitetica rispetto a quella liberal-atlantista che considera la religione mediorientale nemica dei valori occidentali.

Il miglior modo per spiegare la visione di questa alleanza spirituale lo scrive stesso Terracciano in questo suo celebre componimento, in cui indica gli Stati Uniti come primo nemico di ogni popolo del mondo:

Dio maledica l’America, bestemmia vivente al nome d’ogni Dio

Jahvè maledica l’America, che usa il suo nome per sottomettere il mondo

Allah maledica l’America, che rende schiavi ed uccide i suoi figli

Brahman maledica l’America e il decimo Avatara di Vihsnu riporti l’Ordine sulla Terra

Amaterasu-o-Kami maledica l’America, che disintegrò i suoi figli in un fungo di fuoco

Manitù maledica l’America, che attuò il genocidio del suo popolo libero

Viracocha maledica l’America, che tiene schiavo il suo popolo

Horus maledica l’America, che ha fatto a pezzi il corpo dell’Egitto

Ahura-Mazda maledica l’America, che versò il sangue dei suoi figli sul Fuoco Sacro

Odino maledica l’America, che ha disonorato l’onore d’ogni guerriero

Zeus maledica l’America, nemica d’Europa nel Bello e nel Buono

Il Grande Cielo maledica l’America, che ha sporcato il mondo sopra e sotto di Lui

Ogni Bodhisattva maledica l’America, regno d’ogni menzogna, nemica d’ogni Verità

Gea maledica l’America, che sfigura e distrugge la Madre Terra

Ogni Dio, conosciuto e sconosciuto maledica l’America,regno del materialismo.

Ogni essere vivente maledica l’America, che prepara l’annientamento del mondo.

Satana maledica l’America, che ha usurpato persino il suo nome.

Uomo maledici l’America, la Bestia Immonda nemica dell’Uomo.

La rivista Eurasia chiuderà proprio a causa della perdita di Carlo avvenuta la notte tra il 3 e il 4 settembre 2005, oggi lo vogliamo ricordare per l’intransigenza e l’onestà del suo pensiero e per averci dato l’esempio che il costo della coerenza può essere salato a livelli inimmaginabili ma che è nostro dovere nei confronti dei nostri ideali portare avanti questo valore, e per questo lo vogliamo salutare esattamente come fece la rivista Eurasia 14 anni fa:

Vale, amice carissime, ave atque vale.

Olmo

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