Giuseppe Tassinari: La Forza Delle Idee

Giuseppe Tassinari nasce a Perugia il 16 dicembre 1891, e dopo 128 anni dalla sua scomparsa, noi del Blocco Studentesco vogliamo ricordarlo per il suo impegno, la tenacia e il coraggio tenuti dall’Università, agli anni come Ministro dell’Agricoltura nel governo Mussolini, fino all’adesione nella RSI.

 

Laureatosi la prima volta nel 1912, intraprese un nuovo corso di studi, questo sospeso a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Con il coinvolgimento dell’Italia nel conflitto decise come molti altri studenti di arruolarsi, trascorrendo cinque anni e otto mesi nell’esercito per poi congedarsi nell’aprile del 1919. Nello stesso anno riceve il suo secondo dottorato con lode, risultando tra i migliori ricercatori dell’Istituto Superiore Forestale. Per l’impegno dimostrato viene nominato assistente alla Cattedra di Economia Forestale di Firenze. Nell’ottobre 1925 viene chiamato a coprire la Cattedra di Economia e Politica Agraria nell’Università di Bologna e verrà poi promosso professore ordinario nel 1926.

Schieratosi fin da subito a favore del Fascismo, entra a far parte del Comitato direttivo dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria dalla sua fondazione nel 1929 fino al 1939, anno in cui assunse la carica di presidente succedendo ad Arrigo Serpieri; venne eletto sempre nel ’29 deputato nelle liste del Partito Nazionale Fascista, per poi essere rieletto successivamente nel 1934.

Nel governo Mussolini, Tassinari, ricoprì diversi ruoli di rilievo: dal 1935 al 1939 fu Sottosegretario di Stato al Ministero per l’Agricoltura e dal 1939 al 1941 ne fu Ministro. Una volta diventato parte dell’esecutivo, venne eletto membro del Gran Consiglio Del Fascismo, e nominato membro della Commissione Suprema di Difesa, del Comitato dei Ministri per il credito, del Comitato Corporativo Centrale e della Commissione Suprema per l’Autarchia. 

Diventato ormai un personaggio di spicco per le sue capacità direzionali assieme ad una forte determinazione nel portare a termine gli obbiettivi prefissati, il 28 febbraio del 1940 fu nominato presidente del Comitato Nazionale per l’Agricoltura del Consiglio Nazionale delle Ricerche e con un Decreto Legge del 27 dicembre del 1940, gli furono affidati tutti i servizi dell’alimentazione (approvvigionamenti e consumi) del Paese in guerra, sia per la popolazione civile che delle forze armate. Dedicatosi alla stesura del Manuale dell’agronomo nel 1941, che è tutt’ora ristampato, gli venne conferito durante il Congresso di economia e politica agraria di Dresda nel 1942 una laurea honoris causa, decretata dall’Università di Berlino. Dopo i fatti accaduti l’8 Settembre, si schiera nelle file della Repubblica Sociale Italiana (RSI), dove però non ricopre nessun ruolo ufficiale, vedendo dare l’incarico di Ministro dell’Agricoltura ad Edoardo Moroni.

 

Secondo Heinrich Himmler ed il Colonnello Eugen Dollmann, Tassinari era l’uomo adatto a guidare il governo della RSI, ma le titubanze che il gerarca umbro ebbe nel recarsi in Germania e la sua opposizione dichiarata a Hitler all’idea di consegnare l’Italia alle forze tedesche in un loro incontro del 13 settembre 1943, fecero naufragare tale possibilità. Tuttavia la guerra non ebbe un lungo seguito per lui. Morirà a 54 anni, il 21 dicembre 1944, a causa di un bombardamento alleato.

 

Ciò che ci resta ai giorni nostri di Tassinari oltre alla vastissima produzione bibliografica, frutto della sua brillante ricerca in campo agrario, presso la biblioteca centralizzata della Facoltà di Agraria di Bologna, è anche la forte determinazione, la volontà instancabile di mettere le sue capacità al servizio del paese, anche nei momenti più bui. Giuseppe Tassinari fu una delle menti più eccelse che ha riconosciuto nel fascismo quella sinergia di forze che avrebbero portato l’Italia al riscatto, e non ha potuto fare a meno di parteciparvi e dare il suo contributo. 

 

-Steiner

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