Lo spirito Legionario

“Le vittorie dipendono non dalla preparazione materiale, dalle forze materiali dei combattenti, ma dalla loro capacità di garantirsi il concorso delle potenze spirituali.”

In queste parole si può cogliere l’essenza della figura di Codreanu, ideatore e fondatore della Guardia di Ferro che, nel 1927, fu portatore di un pensiero politico e di nazione che si contrappose all’immobilismo paludoso e corrotto dei partiti “tradizionali” presenti in Romania e contro la minaccia del bolscevismo, annientatrice dello spirito dei popoli, dalla vicina Unione Sovietica.
Il movimento legionario della Guardia di Ferro, fu una perfetta sintesi di mistica del sacrificio e militarismo, attivismo e spirito comunitario, che rappresentò ben presto un’attrattiva fortissima per studenti, intellettuali, contadini ed operai.
Difatti Codreanu, convinto della necessità di fondare l’attività politica sulla spiritualità e sulla riscoperta delle tradizioni contadine che affondavano le proprie radici nel cristianesimo ortodosso, e sul bisogno di giustizia sociale (annientata dalla “grande depressione” del 1929, che colpi anche la Romania, portando con sé un enorme mole di corruzione nelle forze politiche tradizionali), portò ben presto Codreanu a essere una figura di riferimento per il popolo rumeno.
Alla vigilia delle elezioni del dicembre 1937, la travolgente popolarità di Codreanu condusse ad un risultato elettorale straordinario. Il movimento ottenne il 15,5% dei voti, divenendo la terza forza politica.
Il 12 febbraio 1938 il Re effettuò un golpe, sospendendo la Costituzione e sciogliendo tutti i partiti.
Il 16 aprile Codreanu, che aveva esortato i suoi seguaci a non intraprendere azioni violente, venne arrestato.
Venne ucciso il 30 novembre dello stesso anno insieme ad altri 13 legionari, vennero infatti strangolati e i corpi occultati in una fossa comune scavata in aperta campagna.
Possiamo cogliere lo spessore enorme e profondo dello spirito legionario di Codreanu, dalle parole riferite a Julius Evola nel 1938, in occasione di una visita del filosofo a Bucarest: “In ogni caso, resta sempre una apposizione di principio: vi sono da un lato coloro che conoscono solo la “vita” e che quindi non cercano che la prosperità, la ricchezza, il benessere, l’opulenza; dall’altro lato vi sono coloro che aspirano a qualcosa più che la vita, alla gloria e alla vittoria in una lotta interiore quanto esteriore. Le Guardie di Ferro appartengono a questa seconda schiera. E il loro ascetismo guerriero si completa con una ultima norma: col voto di povertà a cui è tenuta l’élite dei capi del movimento, con i precetti di rinuncia al lusso, ai vuoti divertimenti, agli svaghi cosiddetti mondani, insomma con l’invito ad un vero cambiamento di vita che noi facciamo ad ogni legionario”.
Parole che oggi, in una società consumistica del comprare e possedere a tutti i costi, ci mettono davanti a una seria riflessione sulla decadenza dei valori umani e spirituali, estremamente diffusa nella popolazione, che, come un verme in una mela, divora il frutto all’interno, mantenendo quest’ultimo nella sua forma esteriore, riducendoci a essere estranei, persino a noi stessi.

In memoria di Corneliu Zelea Codreanu
13 settembre 1899 – 30 novembre 1938

Antonio

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