L’eclettismo artistico e la versatilità di Romano Mussolini.

Romano Mussolini (Forlì – 26 settembre1927), quarto figlio del Duce, si dedicò, soprattutto negli ultimi anni di vita, alla composizione di musica jazz, alla produzione cinematografica, alla pittura ed alla poesia. Conobbe il jazz in tenera età e cominciò ad approcciarsi allo studio del pianoforte per accompagnare le melodie del padre, violinista dilettante. Ciò gli permise di entrare in contatto con molti jazzisti in auge, fra i quali Duke Ellington, suo amico anche in seguito. Mandato al confino a Napoli  assieme alla famiglia. nel 1945, riuscì a farsi conoscere nella scena jazzistica partenopea, ma, per motivi soprattutto familiari, fu costretto, nei primi anni, ad esibirsi sotto falso nome, riuscendo ad unirsi al  quintetto di Ugo Calise e ad artisti come Lino Patruno e Carlo Loffredo. Negli anni ’50 utilizzò per la prima volta il suo vero nome e  il suo gruppo “Romano Mussolini All Stars”  incontrò l’attenzione favorevole della critica. Con l’uscita del disco “Jazz a Studio 7” (eletto miglior disco dell’anno per il 1936) gli fu permesso  di esibirsi all’estero e di suonare insieme a grandi nomi  del jazz. Fu compositore di  moltissime colonne sonore di film , tra cui “Kriminal” e “Satanik” ispirati agli omonimi protagonisti di due fumetti neri. La sua carriera musicale conta ben quindici album in studio. D’altro canto, da pittore, i suoi soggetti preferiti erano soprattutto i pagliacci, i paesaggi della laguna di Venezia e suo padre, Benito Mussolini. Negli ultimi anni della sua vita Mussolini interruppe il lungo e rigoroso silenzio sui temi riguardanti il padre e gli aspetti privati della famiglia, pubblicando ben quattro libri sull’ argomento.  Il 19 aprile 1997 ricostituì l'”Ordine dell’Aquila Romana”; fu inoltre il fondatore del museo ‘Villa Carpena’, allestito nella ex residenza della famiglia. Morì il 3 febbraio 2006 a Roma. Romano Mussolini è l’esempio di artista a tutto tondo. Fin da ragazzino, con umiltà, si è creato un percorso artistico riuscendo a diventare uno dei pilastri del jazz nel panorama sia italiano sia estero, e riuscendo, grazie alle diverse collaborazioni intraprese, a maturare artisticamente e ad intraprendere diversi percorsi artistici. Una persona dal cuore grande e dalla sensibilità unica. Noi lo vogliamo ricordare vicino al suo pianoforte, con il quale ha saputo inspirare e trasmettere le melodie più belle.

R.M.

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