HIROO ONODA: NON MI ARRENDO!

Nacque oggi, il 19 Marzo 1922, Hiroo Onoda, vivendo una vita sotto il segno della fedeltà, dell’onore e del coraggio, quale ultimo soldato dell’Impero Nipponico.

Per 30 anni rimane nelle foreste delle Filippine a combattere la sua guerra, continuando a sognare la grandezza della sua nazione rifiuta di accettare ogni notizia che dia il Giappone per vinto. Procurandosi viveri attraverso furti e azioni lampo, venne infine raggiunto nel 1977 dall’ordine di arrendersi dal suo ex comandante. A nulla valsero i tentativi di convincerlo della veridicità della disposizione: la resa non era un’opzione contemplata nel suo addestramento, prima di questa novità, gli altri due commilitoni che avevano seguitato a combattere con lui tra le montagne erano morti in due diversi scontri a fuoco (Shoichi Shimada nel 1954, Kozuka Kinshichi nel 1972), e non era tollerabile nemmeno pensare che questi fossero morti in vano. Ma il tempo passava, e i familiari a lungo cercarono di rintracciarlo, persino il padre, che morì nel 1973 con la speranza di poter riabbracciare il figlio, e alla fine Onoda accettò l’esito della guerra.

A causa dei numerosi anni di isolamento, fu per lui impossibile ricominciare una nuova vita in un Giappone così cambiato socialmente ed economicamente, così decise di iniziare una nuova vita in Brasile, dove divenne un punto di riferimento per la numerosa comunità nipponica. Rilevante è stato anche il suo impegno nel sociale, in Brasile ed in Patria, nella quale, dopo avervi fatto ritorno, fondò un istituto di riabilitazione, lo Onoda Shizen Juku, tutt’ora è attivo, per l’educazione dei ragazzi alla convivenza comunitaria.

Non manca di dedicarsi alla famiglia e di essere vicino al fratello, e non manca, neanche nei suoi ultimi momenti, di amare sempre in maniera incondizionata la sua terra. È nella sua terra che chiede di ritornare ed è nella sua terra che viene a mancare, il 17gennaio 2014, l’ultimo soldato fantasma. Fedeltà ed Onore. Fino all’ultimo.

Sull’esempio di Hiroo Onoda, che ha combattuto per un trentennio attendendo un nemico che, pur avendo già vinto il suo governo, non aveva vinto il suo spirito, la redazione del Blocco Studentesco di Napoli invita anche gli italiani a non arrendersi nella battaglia contro un nemico invisibile, e sacrificarsi in ogni modo per vincerlo.

Steiner

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